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In questa pagina troverete fotogrammi che presentano post-produzioni ridotti al minimo indispensabile: le elaborazioni fotografiche effettuate su di esse sono infatti in linea con quelle usate nella pellicola. L' intento e quello di rimanere il più possibile fedele agli scenari catturati dal fotografo.
La continua manipolazione digitale contamina sempre di più il modo di scattare: ci si affida in quantità sempre maggiore a programmi di fotoritocco che consento di elaborare le immagini e arricchirle con effetti sempre più particolari. Spesso questa tendenza , porta a tralasciare variabili importanti, come uno stile proprio di composizione, l'utilizzo delle luci , la costruzione della scena, lo studio dello scatto e della sua ambientazione.
Anche la smodata saturazione e vividezza dei colori ha portato a una minore veridicità delle scene ritratte che, nella maggior parte dei casi, non restituiscono l'effettiva resa cromatica al momento dello scatto, ma offrono una realtà distorta. Il problema che ne deriva è un'assefuazione dell'occhio a valori tonali più alti,
A fronte di queste considerazioni, nasce l'idea di questa pagina, che oltre a essere una vetrina per il fotografo, vuole essere un ritorno a quello che era la foto, cioè l'arte di disegnare con l'ausilio della luce e della fotocamera, dove i colori e la scena ritratta siano il più possibile fedeli, e non una ligia ricostruzione.
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Come nacque la fotografia, si instaurò subito un regime di odio e amore, tra la prima e la Pittura. Questa nuova invenzione, per alcune correnti artistiche, si rivelò un valido supporto, da cui partire per la elaborazione delle loro idee. Ad esempio fotografando la scena di interesse, per poi elaborarla in un secondo tempo, col proprio stile e carattere.
Leggi tutto: Fotografia e Arte - Amore e Odio delle due discipline
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Il processo di registrazione di un'immagine, a seguito di un'iterazione tra luce e materia, che viene catturata e proiettata attraverso un sistema ottico su una superficie fotosensibile, dicesi fotografia.
Tutto questo è possibile grazie a uno strumento che si chiama macchina fotografica o fotocamera, mentre la tecnica di ripresa si chiama fotografia, compreso il prodotto che ne deriva sia esso digitale o su carta stampata .
Il termine Fotografia deriva dal greco e significa letteralmente " scrittura di luce", la quale scaturisce da un principio fisico, che si chiama diffrazione.
La prima camera fu costruita dal francese Joseph Nicephore Niepce, nonostante i tentativi precedenti di Thomas Wedgwood, anche se non poteva ancor fissare l'immagine su un supporto. Fu solo in seguito nel 1813 che Niepce fece i primi tentativi per la registrazioni delle immagini, perfezionatosi poi nel 1816, con la prima foto su un foglio di carta reattivo al cloruro di argento.
La prima vera foto, un incisione su vetro, ritraeva Papa Pio VII, che però andò distrutta.
Dal 1840 al 1870, i processi di rinnovamento, per il fissaggio dell'immagine, si susseguirono velocemente, fino all'arrivo delle prime pellicole in rullo, a base cartacea nel 1888 e dopo su celluloide nel 1891, a opera di G. Eastman.
