Come nacque la fotografia, si instaurò subito un regime di odio e amore, tra la prima e la Pittura. Questa nuova invenzione, per alcune correnti artistiche, si rivelò un valido supporto, da cui partire per la elaborazione delle loro idee. Ad esempio fotografando la scena di interesse, per poi elaborarla in un secondo tempo, col proprio stile e carattere.
Tra le correnti artistiche che trassero giovamento dalla nuova conquista, furono l'Impressionismo e il Realismo.
Nell'impressionismo, la fotografia si rivelò utile per l'acquisizione di un particolare scena, cogliendo la realtà, l'attimo fuggente tramite un' istantanea. Per l'impressionismo la realtà é un continuo mutamento: gli oggetti/soggeti, la luce, si muovo nello spazio temporale delle cose e quindi l'impressione doveva essere colta in un attimo. Da qui il legame con la fotografia.
Lo stesso Henry Cartier Bresson affermava:
La fotografia non è come la pittura. Vi è una frazione creativa di un secondo quando si scatta una foto. Il tuo occhio deve vedere una composizione o un’espressione che la vita stessa propone, e si deve saper intuire immediatamente quando premi il clic della fotocamera. Quello è il momento in cui il fotografo è creativo. Oop! Il momento! Una volta che te ne accorgi, è andato via per sempre.
Altre correnti artistiche come il Futurismo, espressionismo, cubismo e dadaismo, trovarono spunto nella possibilità di sviluppare la pittura, liberandola dall' imitazione della realtà.
